Architettura

About_Valentina Solano

Oggi vi racconto la storia di Valentina, una mia collega architetto che attraverso la fotografia riesce a raccontare architetture del passato e contemporanee come pochi, cogliendone dettagli e aspetti che ai più sfuggono.

Conosciamola insieme!

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Ciao Valentina, raccontaci chi sei?

Sono nata a Napoli il 15 Giugno 1989 e a 6 anni ho preso in mano per la prima volta una macchina fotografica: con la pellicola è stato amore a prima vista. Inconsapevolmente ho passato anni di sperimentazione tra disegno, pittura e fotografia. Ansiosa di interfacciarmi con la dura realtà della vita, durante la formazione universitaria da architetto ho iniziato a lavorare in alcuni studi di progettazione. Ho utilizzato la fotografia come strumento di studio per analizzare e capire meglio l’architettura. Nel 2016 mi sono laureata con il massimo dei voti in Architettura, all’Università Federico II di Napoli

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Descrivi il tuo lavoro. Quando nasce e dove si trova?

Con il tempo le aree urbane e le trasformazioni del paesaggio contemporaneo sono diventate l’oggetto della mia ricerca scientifica e fotografica. In più occasioni questi approfondimenti si sono tradotti in contributi pubblicati in riviste di settore come Cameracronica Magazine e in volumi scientifici come “Letture della città contemporanea”. Per appagare la mia sete di conoscenza, ho proseguito i miei studi di architettura con il Master di II Livello in “Progettazione di eccellenza per la città storica” – l’Università di Napoli Federico II – e quelli di fotografia con workshop e corsi di formazione specializzati.

Oggi lavoro come architetto e fotografa freelance intrecciando le mie due passioni più grandi. Tra le varie esperienze professionali, sono felice di poter elencare anche quella di insegnate in un Laboratorio di fotografia all’Istituto Pitagora di Pozzuoli.

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Cosa ti fa dire “voglio immortalare il momento”?

A questa domanda potrei rispondere con una citazione di Fernando Pessoa “Ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare?”. Lo scatto parte da quello che osserviamo e molte volte passo anche ore soltanto a guardare qualcosa prima di fotografarlo. A volte mi accorgo che mi lascio incantare dalle cose più semplici come l’ombra di una pianta su un muro oppure la particolare tessitura di una roccia.

Come funziona il processo creativo dei tuoi scatti e qual è la filosofia dietro la  post produzione?

Credo che il processo creativo che si innesca nella mia mente è pressoché lo stesso sia nel momento dello scatto che nel momento della progettazione: i principi di composizione sono comuni ad entrambi i casi e saper comunicare gli spazi è un requisito fondamentale in architettura come nella fotografia di interni. Per quanto riguarda la postproduzione, faccio riferimento principalmente alle regole geometriche della prospettiva e spesso cerco di migliorare la nitidezza dell’immagine ma è sempre valida la regola che tutto deve partire da un buono scatto. Non si può pensare di intervenire su una immagine che è già sbagliata in partenza e sono del parere che le correzioni in postproduzione debbano essere poche e ben calibrate.  

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Come vivi il ruolo di Instagram e come si rapporta un fotografo a questo stile di foto?

In generale i social network hanno influenzato moltissimo la comunicazione ed in particolare il modo di scattare fotografie. Come molti utenti di Instagram anche io tendo a sfruttare le capacità comunicative dell’architettura e del paesaggio urbano. La diffusione delle immagini di certi luoghi, in un’era in cui gli spostamenti e i viaggi sono a buon mercato, stimola la curiosità e molto spesso spinge le persone a visitare i luoghi ammirati in fotografia. Questa relazione che si instaura tra spazio fisico e uomo spesso finisce per determinare veri e propri pellegrinaggi verso l’architettura. Mi fa piacere pensare che anche le mie foto possono dare un piccolo contributo a generare nuove esperienze legate all’architettura.

Oggi un fotografo può scegliere se alimentare questo flusso di immagini e di tag pubblicando in rete i propri lavori oppure se ampliare il proprio archivio personale: l’importante è non smettere di scattare.

Grazie mille a Valentina Solano per il tempo che mi ha dedicato, la potete trovare anche su Instagram come _valentinasolano e guardare tutte le sue foto!

Photo by Valentina Solano

Isola di Branno, Svezia 2017
Casa Barbarulo, Napoli 2019
Palazzo Sanfelice, Napoli 2019
Casa vacanze, Sorrento 2019
St. Markus Kirke, Copenaghen 2017