Design

ABOUT_TOMMASO ANGELERI

Da qualche mese sul mio blog curo una rubrica che chiamo About, in cui intervisto con un format predefinito le persone che trovo interressanti e che mi raccontano del proprio lavoro. Oggi vi racconto di Tommaso Angeleri, uno studente di architettura che con le sue illustrazioni si rapporta alla grafica digitale in modo pratico ed originale.

Raccontami di te.

Ciao! Mi presento.

Sono Tommaso Angeleri, 25 anni, studente e appassionato di architettura, nato a Bergamo. Alto uno e ottanta, sto perdendo i capelli (ciò che mi continuano a far notare i miei amici) ed ho un cane di nome Glen.

I tuoi interessi e ciò che ti influenza.

Ho sempre avuto una passione per le immagini e le illustrazioni in generale, per lo più i libri per bambini. Raccontare una fiaba o una favola per alcuni può essere semplice, ma disegnarla? L’immagine viene talvolta considerata di secondaria importanza rispetto al testo, ma in realtà ha un valore contestuale e riesce spesso ad esaltare sia i sensi espliciti, sia quelli sottesi e meno evidenti. In questo senso l’illustrazione assume caratteri narrativi, caratteri connessi alla fantasia o alla specificità di ognuno. Ricordo che una delle illustrazioni che più mi aveva attirato l’attenzione è quella di Jon Klassen (scrittore e illustratore canadese) nel libro “I Want my hat back”, in cui un pesciolino girava sperduto nel mare con un cappello in testa.

Se devo essere sincero, ho iniziato a fare illustrazioni per caso, dopo un’idea avuta facendo una ricerca su Smiljan Radic, un architetto cileno. In un’intervista raccontava di come in più progetti sia partirto da una fiaba o da un racconto per dare vita al suo processo creativo e architettonico. Questa ricerca ha rappresentato per me una presa di coscienza e un punto di svolta nei miei disegni.

Descrivi il tuo lavoro. Come funziona il processo creativo e qual è la filosofia dietro ogni oggetto?

Studiare Architettura mi ha aiutato molto dal punto di vista della comunicazione: rendere comprensibile un progetto, le sue piante e i suoi disegni, è un mestiere non sempre facile, e il primo impatto è sicuramente essenziale. La leggibilità di ciò che stai presentando deve essere immediata e chiara, efficace, semplice. Questo mi ha aiutato ad affinare con il tempo un mio stile, un tratto comunicativo, netto e distintivo.

Le idee nascono da una lettura, da una passeggiata, da una pubblicità sentita alla radio, dalla città in cui vivo o dal ricordo delle fiabe con cui sono cresciuto. Io vivo in una città fondamentalmente piccola, ma ricchissima. Quando viaggio cerco sempre di annotarmi le idee che mi vengono, soprattutto immergendomi in culture o atmosfere diverse.

Una volta che mi metto davanti al foglio e l’idea è chiara, mi basta trasformare i miei pensieri in immagini. A volte sebbene l’idea sia nella mia testa, sto ore a fissare il foglio bianco senza toccare la matita, ma anche questa è parte del processo creativo.

C’è un progetto a cui sei particolarmente legato?

Sto lavorando ad un manifesto per un evento Unesco che si terrà qui a Bergamo ad aprile 2019: International Jazz Day. È un progetto a cui sono legato perché oltre ad essere una bellissima opportunità per la mia città, riunisce tantissimi giovani musicisti in una giornata di sola musica, ed a breve usciranno i manifesti.

Il ruolo dell’illustratore nell’epoca del digitale. Come ti inserisci tu in questo contesto?

Bella domanda. La tecnologia e il digitale giocano un ruolo determinante al giorno d’oggi. Viviamo in un mondo molto, troppo rapido, in cui l’attenzione del lettore a volte si riduce addirittura a pochi secondi di attenzione (basta pensare ai 15 secondi di Instagram o ai mini estratti del Corriere della Sera con indicato il tempo di lettura). L’immagine, se inserita in un testo, coglie sempre all’occhio. Il lettore si ferma mezzo secondo in più per cercare di comprenderne rapidamente il significato per poi procedere con la lettura o cambiare sito. Con le mie illustrazioni personalmente cerco di imprimere e trasmettere nella memoria del lettore un punto di vista diverso e originale, offrendo uno squarcio divertente o, se possibile, una visione soggettiva alle parole del testo.

Di seguito alcuni lavori di Tommaso.

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