Ispirazione

WE_CROCIFERI VENEZIAL: RIUSO FILOLOGICO.

Anche quest’anno ho visitato la Biennale di architettura di Venezia e rispetto agli altri anni il tema del “Freespace”, attorno al quale si sviluppava la sedicesima mostra internazionale di architettura, l’ho approfondito e l’ho fatto mia cercando un luogo in cui stare a Venezia diverso dal solito.

Ho soggiornato nel sestriere di Cannaregio che, a differenza di Castello dove si trovano Arsenale e Giardini, è di poco più lontano dai luoghi principali della mostra.

Qui, tramite il sito della Biennale ed attraverso mie infinite ricerche, ho trovato un luogo dove mi sono ripromessa di tornare ogni volta che capiterò a Venezia, il campus ed ostello We_Crociferi. Il riuso filologico, l’attenzione ai dettagli, al recupero ed una ristrutturazione mirata, sono le parole giuste per descrivere questo complesso.

La pelle di questo luogo è l’ex-Convento dei Crociferi, situato al Campo dei Gesuiti nei pressi delle Fondamenta Nuove, che affianca la bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta detta I Gesuiti. La cosa che colpisce di più di tutto il complesso è la conservazione ed il rispetto per la precedente essenza dei luoghi.

Nel 2010 la Fondazione IUAV ha convertito il convento in residenza studentesca, e nel 2013 è iniziata una nuova vita per l’intera struttura, che nei mesi estivi ospita i turisti ed offre una location unica per eventi pubblici.

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All’interno del complesso si accede attraversando una porta sormontata da un bassorilievo riportante tre croci, e si giunge al primo grande chiostro, posto sulla destra della chiesa, attorno ad esso sono dislocate le numerosissime stanze (255 posti letto) il bar/reception, gli spazi relax e la zona pranzo per la colazione, con annesso un terrazzino sul canale che regala uno scorcio sulle isole di Murano e San Michele.

Ovunque qui si respira il carattere di questo luogo, la sala comune è ospitata nell’atrio principale affrescato, le camere sono riconversioni delle vecchie celle monastiche riadattate all’uso specifico. Le tipologie di camere sono divise per posto letto singolo in dormitorio e camere doppie, ad un livello o duplex, per sfruttare tutta l’altezza degli ambienti. Spesso sono servite da un angolo cucina privato, e nel caso di stanze doppie da un piccolo wc separato dalla doccia, per avere più privacy. Sono dei veri e propri macroogetti, arredi su misura realizzate in legno, pensate accuratamente nei minimi dettagli.

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L’arredo è l’unico elemento moderno, oltre agli infissi, che sono stati sostituiti per salvaguardare gli sprechi di calore e rafrescamento estivo. Il resto della camera, è lasciato intatto, semplicemente tinteggiato in bianco, piu per uniformare il contenuto al contenitore che per stravolgerlo completamente.

Gli spazi comuni sono dotati di divani e scrivanie di design, dotati di WiFi e molto luminosi, essi spesso vengono distribuiti nel lunghi corridoi che ospitavano la vita del convento.

Per comprende appieno la grandezza di questo complesso bisogna menzionare la presenza di altri due chiostri, uno servito da un pozzo, l’altro ospita elementi dell’antichità, nonché i quattro livelli su cui si articolano le stanze del dormitorio.

Il lungo piano terra ospita biblioteche e sale studio, un auditorium, una lavanderia, un bar e servizi comuni, e si conclude poi con un uscita sul canale, affiancata dal vano scale, anche esso poco impattante sulla struttura originale, e da una cucina comune.